Mandata
È la temperatura dell’acqua che entra nei circuiti. La curva climatica la regola in base alla temperatura esterna.
Una stanza è troppo fredda, troppo calda o cambia spesso temperatura? Prima di toccare il termostato o i flussometri, bisogna capire dove nasce il problema. Questa guida spiega che cosa controllare e in quale ordine.

In breve
Si parte dal problema: riguarda tutta la casa, una zona o una sola stanza? La temperatura di mandata regola il calore disponibile per l’intero impianto; i flussometri mostrano e regolano quanta acqua passa nei circuiti; termostati e attuatori aprono o chiudono il passaggio dell’acqua. Solo alcuni impianti regolano anche la temperatura di un singolo circuito. Prima di cambiare un valore, annota la situazione di partenza. Poi modifica una sola cosa alla volta.
È la temperatura dell’acqua che entra nei circuiti. La curva climatica la regola in base alla temperatura esterna.
È la quantità d’acqua che passa in ogni circuito. Non tutti i circuiti ne richiedono la stessa quantità.
È una o più stanze gestite dallo stesso termostato. La centralina riceve il comando e gli attuatori aprono o chiudono i circuiti collegati.
È il tubo che porta l’acqua sotto il pavimento e torna al collettore. In un impianto predisposto se ne può regolare anche la temperatura.
Stanze e circuiti
Per orientarti bastano tre parole. La stanza è l’ambiente in cui misuri la temperatura. La zona comprende uno o più ambienti controllati dallo stesso termostato. Il circuito, chiamato anche anello, è il tubo che parte dal collettore, passa sotto il pavimento e torna al collettore. Un soggiorno può avere più circuiti, mentre due stanze possono condividere lo stesso termostato.
Segui questo percorso: termostato → centralina → attuatore → circuito → stanza. Puoi ricostruirlo con la planimetria, lo schema elettrico e le etichette sul collettore. Se questa mappa manca, il flussometro che pensi appartenga alla camera potrebbe regolare un’altra stanza.
Il termostato imposta la temperatura desiderata nella stanza. L’attuatore apre o chiude il passaggio dell’acqua. Il flussometro regola quanta acqua passa nel circuito. Il generatore e la curva climatica regolano invece la temperatura dell’acqua che circola nell’impianto.
| Livello | Che cosa governa | Quando verificarlo |
|---|---|---|
| 1 · Mandata | Temperatura dell’acqua disponibile, generatore e curva climatica. | Quando il problema coinvolge molte zone o cambia con il clima. |
| 2 · Portata | Distribuzione dell’acqua fra circuiti con esigenze diverse. | Quando un ramo riceve una portata assente o non coerente col progetto. |
| 3 · Zona | Richiesta del termostato e apertura degli attuatori associati. | Quando un ambiente non segue programma o setpoint. |
| 4 · Circuito | Temperatura dell’acqua del ramo interessato, se lo schema lo consente. | Quando circuiti o terminali richiedono temperature differenti. |
Diagnosi
Il numero di stanze coinvolte ti indica da dove iniziare. Se tutta la casa resta fredda soprattutto nei giorni più rigidi, il tecnico controllerà il generatore, la temperatura dell’acqua e la circolazione. Se il problema riguarda una sola stanza, alzare la temperatura dell’acqua per tutta la casa può surriscaldare gli altri ambienti.
Raccogli pochi dati concreti: la stanza, la temperatura misurata, quella impostata sul termostato, l’orario, il programma attivo e la temperatura esterna. Per il tecnico è più utile sapere “la camera nord resta a 18,7 °C, anche se il termostato è impostato a 20 °C e chiede calore” che sentirsi dire “la camera è sempre fredda”.
| Sintomo | Primo livello | Controllo iniziale | Da evitare |
|---|---|---|---|
| Tutta la casa è fredda | Mandata | Modalità stagionale, curva, generatore e temperatura effettiva. | Aprire tutti i flussometri. |
| Una stanza resta fredda | Zona e circuito | Richiesta, associazione, attuatore, portata e area servita. | Alzare subito la mandata generale. |
| Due stanze reagiscono insieme | Mappa delle zone | Verificare se condividono termostato, uscita o circuiti. | Presumere un guasto senza leggere lo schema. |
| Portata a zero con richiesta | Circuito | Far verificare attuatore, valvola, aria e circolatore. | Forzare o smontare i componenti. |
| La stanza supera il setpoint | Zona e inerzia | Programma, sensore, apporti solari e chiusura dell’attuatore. | Correggere più parametri insieme. |
Metodo
L’impianto a pavimento reagisce lentamente. Anche dopo che il termostato ha chiuso il passaggio dell’acqua, lo strato che copre i tubi e il pavimento continuano a rilasciare calore. Per questo una prova di poche ore può portare a una conclusione sbagliata. Il tempo di risposta cambia da impianto a impianto.
Prima di cambiare un’impostazione, annota la temperatura della stanza, quella impostata sul termostato, gli orari e la temperatura esterna. Fotografa anche i valori visibili sul generatore e sul collettore. Poi cambia una sola impostazione consentita e aspetta che l’impianto completi il suo normale ciclo di funzionamento.
Puoi gestire la temperatura desiderata e gli orari seguendo il manuale. Le regolazioni del generatore e del collettore, così come valvole, attuatori, riempimento e sfiato, vanno affidate a un tecnico che conosca il progetto dell’impianto.
Mandata e orari
La temperatura impostata sul termostato riguarda la stanza. La mandata è la temperatura dell’acqua che entra nei circuiti; il ritorno è la temperatura dell’acqua quando ne esce. La differenza tra mandata e ritorno va letta insieme alla quantità d’acqua che circola, ai circuiti aperti e al tempo di funzionamento.
UNI indica 30–35 °C come valore tipico per l’acqua nel riscaldamento a pavimento. È un riferimento, non una regolazione pronta all’uso. Il valore necessario dipende dalle dispersioni della casa, dalla posa dei tubi, dal rivestimento, dalla portata, dal generatore e dalla temperatura esterna. La curva climatica lo adatta alle condizioni esterne.
Tenere l’impianto sempre acceso non è obbligatorio. Poiché il pavimento si scalda e si raffredda lentamente, lavorare a lungo con acqua meno calda può dare una temperatura più stabile rispetto a continui spegnimenti e riaccensioni. La scelta dipende però dall’isolamento della casa, dagli orari di utilizzo, dal generatore e dal clima.
Secondo il DPR 74/2013, ai pannelli radianti inseriti nelle strutture non si applica il normale limite giornaliero delle ore di accensione. Questo consente di farli funzionare più a lungo, ma non obbliga a tenere l’impianto sempre acceso.
Portate e comandi
Il flussometro indica quanta acqua passa in un circuito e, se è regolabile, consente di cambiarne la quantità. Non imposta direttamente la temperatura della stanza e non va usato ogni giorno come un termostato.
Ogni circuito può aver bisogno di una portata diversa. Dipende dalla sua lunghezza, dalla distanza tra i tubi e dal calore richiesto dalla stanza. Impostare tutti i flussometri sullo stesso valore significa ignorare il progetto. Aprire molto un circuito può anche togliere acqua agli altri.
Prima di regolare i flussometri, il tecnico deve identificare i circuiti, togliere l’aria dall’impianto e controllare attuatori e pompa. L’utente può fotografare un valore anomalo e segnalarlo, ma deve lasciare valvole, pompa e altri componenti al tecnico.
Nei sistemi più comuni, il termostato apre o chiude uno o più circuiti. Da solo, però, non può inviare acqua a una temperatura diversa in ciascun circuito.
Temperatura per circuito
In molti impianti, tutti i circuiti collegati allo stesso collettore ricevono acqua alla stessa temperatura. Termostati e attuatori possono aprire o chiudere un circuito, ma non cambiano la temperatura dell’acqua che vi passa.
Il problema nasce quando una stanza, un rivestimento o un altro terminale richiede una temperatura diversa. Se alzi la temperatura comune per aiutare un solo circuito, aumenti anche quella degli altri circuiti aperti. Prima di valutare una regolazione diversa, il tecnico deve escludere errori nei collegamenti, guasti, aria, sensori difettosi e portate scorrette.
TermoMix miscela l’acqua calda che arriva dal generatore con una parte di quella più fredda che torna dai circuiti. In base al progetto, invia così al circuito interessato la temperatura richiesta.
Così la correzione riguarda il circuito che ne ha bisogno, senza cambiare allo stesso modo tutto il gruppo. Nella configurazione progettata, TermoMix può anche gestire utenze che lavorano ad alta e a bassa temperatura.

Controlli necessari
TermoMix non risolve un attuatore guasto, un circuito ostruito, un sensore montato nel punto sbagliato o un impianto troppo piccolo per l’edificio. Servono comunque un corretto bilanciamento, la messa in funzione, i dispositivi di sicurezza e, nel raffrescamento, il controllo della condensa.
Per capire se TermoMix è adatto, il tecnico deve conoscere l’impianto. Servono la planimetria, i dati dei circuiti (numero, lunghezza, distanza tra i tubi e portate), i rivestimenti, il calore richiesto dagli ambienti, il generatore, le temperature di lavoro, gli altri terminali e lo schema dei comandi. Se l’impianto esiste già, servono anche fotografie leggibili e un diario del problema.
La scheda scaricabile aiuta a raccogliere questi dati senza smontare o manovrare componenti. In questo modo il tecnico può capire se basta una regolazione, se serve un controllo o se il problema dipende da come è stato progettato l’impianto.
Confronto funzionale
Un collettore standard resta adeguato quando distribuzione, bilanciamento e controllo di zona soddisfano le esigenze dell’edificio.
| Tema | Collettore standard | Sistema TermoMix |
|---|---|---|
| Regolazione di zona | Può aprire o chiudere uno o più circuiti tramite termostati e attuatori. | Lavora con i comandi di zona previsti dal progetto. |
| Temperatura del singolo circuito | La sola barra di distribuzione alimenta normalmente il gruppo alla temperatura comune disponibile. | Regola il circuito interessato tramite l’architettura di iniezione e miscelazione configurata. |
| Alta e bassa temperatura | Richiede i gruppi e i dispositivi di miscelazione stabiliti dallo schema. | Può coordinarle nello stesso sistema, secondo la configurazione Grauzwerg. |
Dentro il sistema
Lo schema mostra l’acqua che arriva dal generatore, quella che torna dai circuiti e il punto in cui vengono miscelate.
Esplora il funzionamentoStrumento gratuito
Due pagine da stampare per collegare ogni stanza al suo termostato e ai suoi circuiti, annotare i valori iniziali e registrare le modifiche. Non devi smontare o manovrare alcun componente.
PDF · 2 pagine A4 · compilabile a manoPrima individua quale termostato comanda ogni circuito. Poi annota le temperature e i valori visibili senza modificare nulla. Cambia una sola impostazione alla volta e aspetta che l’impianto risponda. Le regolazioni del generatore, dei flussometri e dei componenti idraulici vanno affidate a un tecnico.
UNI indica 30–35 °C come valore tipico, ma non è una regolazione da copiare. La temperatura necessaria dipende dal progetto, dal clima, dalle dispersioni della casa, dalla posa dei tubi, dal rivestimento, dalla portata e dal generatore. La curva climatica la adatta alla temperatura esterna.
Ogni flussometro va impostato sulla portata prevista dal progetto per quel circuito. Usare lo stesso valore per tutti può sbilanciare l’impianto. Prima della regolazione, il tecnico deve identificare i circuiti, togliere l’aria e controllare pompa e attuatori.
Non sempre. Poiché il pavimento si scalda e si raffredda lentamente, un funzionamento prolungato può mantenere una temperatura più stabile. La scelta dipende però dall’isolamento della casa, dagli orari di utilizzo, dal generatore, dal clima e dalla regolazione.
Il termostato potrebbe comandare il circuito sbagliato. Oppure il problema può dipendere da attuatore, portata, aria, sensore, rivestimento o maggiori dispersioni di calore. Se le altre stanze sono confortevoli, fai controllare prima il circuito interessato invece di aumentare la temperatura dell’acqua in tutta la casa.
Un collettore standard distribuisce l’acqua e può aprire o chiudere i circuiti. TermoMix può regolare anche la temperatura dell’acqua nel circuito interessato, usando iniezione e miscelazione. Non sostituisce il progetto, il bilanciamento, i comandi o la riparazione dei guasti.
Fonti tecniche
Valutazione tecnica
Invia la mappa che hai ricostruito, le fotografie del collettore e il diario delle misure. Ti diremo quali dati mancano per capire se serve una taratura, una verifica dell’impianto o una configurazione TermoMix.
Invia misure e fotografie